Le nostre “Antiche storie di Celti” al Triskell

Il 24 giugno 2026 l’A.S.D. Trieste Scherma Storica ha partecipato al Triskell – XXVI Festival Internazionale di Musica e Cultura Celtica di Trieste – proponendo un’attività diversa dalle nostre consuete dimostrazioni HEMA e dagli stage di scherma storica: “Antiche storie di Celti“, uno spettacolo di narrazione curato da Veya la Cantastorie (Pamela Tedesco).

L’iniziativa ha accompagnato il pubblico alla scoperta del mito di Cú Chulainn attraverso racconti e canti ispirati alla tradizione celtica, adattati per essere accessibili e coinvolgenti anche per i bambini più piccoli. La narrazione è stata arricchita da attività ricreative a tema celtico, pensate per permettere ai più giovani di partecipare in modo attivo e divertente.

A conclusione della narrazione è comparso il leggendario eroe Cú Chulainn, interpretato dal nostro atleta Samir, regalando ai bambini presenti un momento di grande sorpresa ed entusiasmo.

Veya Cantastorie di Trieste Scherma Storica: evento "Antiche storie di Celti" al Triskell
Veya Cantastorie Trieste Scherma Storica Triskell

Di seguito mettiamo a disposizione i racconti “Antiche storie di Celti” e le schede gioco (labirinto e disegno da colorare) realizzati da Veya e utilizzati durante l’evento, affinché possano essere letti e condivisi anche dopo il Festival.


“Antiche storie di Celti” di Veya la Cantastorie

Ep. 1 – Il bambino chiamato Setanta

Molto tempo fa, quando i Celti vivevano nelle verdi terre d’Irlanda, le colline erano ricoperte di erica viola e il vento correva libero sulle brughiere. Nelle foreste vivevano cervi veloci come frecce. Sopra le rocce si posavano i corvi neri, messaggeri di antichi segreti.

E quando il sole tramontava, gli uomini e le donne si riunivano attorno al fuoco per ascoltare le storie raccontate dai druidi e dai bardi. Fu in quei tempi lontani che nacque un bambino destinato a compiere grandi imprese. Il suo nome era Setanta.

Fuoco che danza, fiamma che canta,
ascolta la storia del piccolo Setanta.
Vento d’Irlanda, portala tu,
la storia di un eroe che ancora vive quaggiù.

Le antiche storie raccontano che, la notte della sua nascita, il vento soffiava tra gli alberi e le stelle brillavano come gocce d’argento nel cielo. Sua madre, Deichtine, guardò il bambino e vide nei suoi occhi una luce speciale. Non una luce magica. La luce della curiosità. Quella che spinge a fare domande. A esplorare il mondo. A cercare ciò che si trova oltre la prossima collina. E così il bambino ricevette il nome di Setanta. Un nome antico come le storie dei Celti. Un nome che ancora oggi conserva il mistero delle sue origini. Setanta: esperto di strade e vie.

Setanta, Setanta, piccolo guerriero,
non d’armi e battaglie, ma d’animo sincero.
Prima dell’elmo, dello scudo e della guerra,
ogni eroe giocava e correva sulla terra.

Setanta cresceva tra prati verdi e ruscelli scintillanti. Correva dietro ai cani da caccia. Seguiva il volo degli uccelli. Ascoltava il richiamo dei cervi nella foresta. E ogni giorno imparava qualcosa di nuovo. Quando vedeva un bastone caduto a terra, lo trasformava in una lancia. Quando trovava una pietra liscia, immaginava che fosse il tesoro di un re. Quando ascoltava una storia, sognava di viverla lui stesso.

Gli altri bambini del villaggio amavano giocare con lui. Perché Setanta era veloce. Coraggioso. E soprattutto non si arrendeva mai. Se cadeva, si rialzava. Se sbagliava, riprovava. Se una sfida sembrava difficile, sorrideva e diceva: “Posso imparare.”

Corri nel prato, ragazzo del vento,
segui il sentiero, segui il talento.
Ogni giorno qualcosa saprai,
e un po’ più forte diventerai.

I vecchi guerrieri lo osservavano da lontano. I druidi ascoltavano le sue domande. I bardi sorridevano. Perché tutti capivano una cosa. Quel bambino curioso e pieno di energia non sarebbe rimasto per sempre soltanto Setanta.

Il destino gli stava preparando una prova. Una prova che avrebbe cambiato la sua vita. E che gli avrebbe donato un nuovo nome. Un nome che ancora oggi viene ricordato dopo tantissimi secoli. Il nome di Cú Chulainn.

Fuoco che danza, fiamma laggiù,
Setanta cresce e diventa Cú.
Una nuova avventura presto verrà,
e un cane fedele ci guiderà.

Ep. 2 – Il cane di Culann

Passò il tempo. Setanta cresceva ogni giorno. Correva veloce sui prati d’Irlanda. Imparava a usare il bastone come una lancia. E sognava di diventare un guerriero capace di proteggere gli amici e la sua terra.

Corri Setanta, sopra le rocce,
oltre il ruscello, sotto le gocce.
Porta con te coraggio e bontà,
ogni avventura ti aspetterà.

Un giorno il re Conchobar organizzò una grande festa a casa del fabbro Culann. Furono invitati guerrieri, artigiani, musicisti e narratori. Anche Setanta desiderava partecipare. Ma stava giocando con gli altri bambini e arrivò più tardi. «Vi raggiungerò presto!» promise. E continuò ancora un poco i suoi giochi.

Quando il sole cominciò a scendere dietro le colline, Setanta si mise in cammino. Portava con sé il suo bastone da allenamento. Immaginava che fosse una vera lancia da guerriero. Camminava lungo il sentiero canticchiando tra sé.

Bastone di frassino, lancia sarà,
se il cuore è coraggioso, lontano andrà.
Passo dopo passo, senza paura,
inizia il sentiero dell’avventura.

Nel frattempo il fabbro Culann aveva accolto tutti gli ospiti. La festa era iniziata. Culann possedeva un cane enorme. Era il più grande cane da guardia di tutta l’Irlanda. Di notte proteggeva la casa e nessuno poteva avvicinarsi senza essere annunciato.
Quando il re arrivò, Culann chiese: «Sono giunti tutti gli ospiti?»
«Sì» rispose il re. E così il grande cane venne lasciato libero di sorvegliare la casa.

Ma Setanta stava ancora arrivando. Da solo. Nel crepuscolo. Tra il vento e gli alberi. Improvvisamente udì un ringhio. Grrrrrr… Davanti a lui comparve il gigantesco cane di Culann. Gli occhi brillavano nel buio. Le zampe erano grandi come pietre. E la sua voce sembrava un tuono.

Nel vento che soffia, chi veglia sarà?
Un cane possente la strada terrà.
Difende la casa del fabbro Culann,
e nessuno senza permesso passerà.

Setanta ebbe paura. Perché anche gli eroi, qualche volta, hanno paura. Ma non fuggì. Pensò in fretta. Osservò il cane. Ricordò tutto ciò che aveva imparato giocando e allenandosi. Con coraggio e abilità riuscì a fermare l’animale e a mettersi al sicuro.

Le persone della festa accorsero subito. Anche Culann arrivò di corsa. Quando vide il suo cane, abbassò lo sguardo con tristezza. «Chi proteggerà la mia casa adesso?» domandò.

Setanta si sentì dispiaciuto. Non voleva creare un problema. Rifletté per qualche istante. Poi fece un passo avanti. «Finché non crescerà un nuovo cane da guardia,» disse, «sarò io a proteggere la tua casa.» Tutti rimasero in silenzio. Persino il vento sembrò fermarsi. Un bambino aveva appena fatto una promessa da guerriero.

Parola data, parola sincera,
vale di giorno, vale di sera.
Chi mantiene ciò che prometterà,
vero guerriero diventerà.

Da quel giorno Setanta ricevette un nuovo nome. I Celti lo chiamarono: Cú Chulainn. Che significa: Il Cane di Culann. E quel nome sarebbe stato ricordato per secoli.

Addio Setanta, il nome va via,
inizia adesso una nuova magia.
Cú Chulainn cammina per monti e vallate,
verso avventure mai raccontate.

Episodio 3 – Cú Chulainn e il Toro Bruno di Cooley

Nell’antica Irlanda c’era una regione chiamata Ulster. Era la terra di Cú Chulainn: prati verdi, colline ventose, fiumi scintillanti e villaggi protetti da coraggiosi guerrieri.

In quei giorni viveva una potente regina di nome Medb. Un giorno sentì parlare del Toro Bruno di Cooley, un animale magnifico e possente, famoso in tutta l’Irlanda. La regina desiderò averlo e decise di mandare il suo esercito verso l’Ulster.

Toro possente dal manto scuro,
forte e selvaggio, veloce e sicuro.
Molti lo cercano di qua e di là,
ma chi lo proteggerà?

Mentre l’esercito avanzava, una strana disgrazia colpì l’Ulster. I guerrieri della regione caddero in un sonno profondo. Nessuno poteva combattere. Nessuno poteva difendere la terra. Nessuno… tranne Cú Chulainn, che nel frattempo era cresciuto e diventato un giovane guerriero.

Dorme il guerriero, dorme il soldato,
dorme chi il regno ha sempre guardato.
Ma un giovane eroe si sveglierà,
e la sua terra difenderà.

Cú Chulainn raggiunse un fiume. Sapeva che l’esercito della regina Medb avrebbe dovuto attraversarlo. Così si fermò presso il guado. Da solo. Quando i primi guerrieri arrivarono, trovarono sulla loro strada un giovane con una lancia e uno scudo. Non era disposto a lasciarli passare. Grazie alla sua astuzia riuscì a rallentare l’avanzata dell’esercito.

Molti guerrieri dell’esercito nemico pensavano che fosse troppo giovane. Uno dopo l’altro cercarono di superarlo. Ma Cú Chulainn era abilissimo. Con la lancia e lo scudo fermava gli avversari senza lasciarli passare. Rapido nei movimenti.

Attento nei passi. Preciso nelle parate. Ogni sfidante era costretto a tornare indietro. I guerrieri restavano stupiti. Come poteva un ragazzo così giovane essere tanto bravo?

Lancia di frassino, scudo lucente,
fermo sul ponte, sfida la gente.
Passo dopo passo, con agilità,
nessun guerriero oltre passerà.

Passarono i giorni. L’esercito era sempre più numeroso. Ma Cú Chulainn non abbandonò mai il suo posto. Anche quando era stanco. Anche quando era solo. Anche quando il vento e la pioggia battevano sulle colline. Continuò a difendere la sua terra. Perché il coraggio non significa non avere paura. Significa fare la cosa giusta anche quando si ha paura.

Guarda le nuvole sopra i prati,
guarda i sentieri mai dimenticati.
Quando la terra aiuto chiederà,
un vero guerriero risponderà.

Finalmente l’incantesimo si spezzò. I guerrieri dell’Ulster si risvegliarono. Accorsero a difendere la loro terra. L’esercito della regina Medb capì che l’impresa era fallita. E il Toro Bruno di Cooley rimase nella sua terra.

Cú Chulainn tornò a casa. Non era diventato un eroe perché aveva sconfitto un esercito. Era diventato un eroe perché aveva trovato il coraggio di restare al suo posto quando nessun altro poteva farlo. E ancora oggi, quando il vento soffia sulle verdi colline d’Irlanda, c’è chi ricorda la storia del bambino Setanta… che diventò il grande Cú Chulainn.

Fuoco che danza, storia finita,
ma la leggenda non è mai svanita.
Da Setanta a Cú Chulainn va,
e nel nostro cuore vivrà.


Schede gioco proposte all’evento “Antiche storie di Celti” da Veya al Triskell

Disegno da colorare: Cu Chulainn e il Toro Bruno di Cooley

Cu Chulainn e il Toro Bruno di Cooley

Labirinto: Aiuta Setanta a raggiungere il corvo

Labirinto Setanta per Antiche storie di Celti di Veya al Triskell
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